Lo studio dettagliato del costante e persino accelerato declino nella pratica della fede cattolica tra gli italiani è stato pubblicato dal professor Luca Diotallevi dell’Università di Roma in un libro intitolato La Messa è sbiadita: Partecipazione ai riti religiosi in Italia dal 1993 al 2019.

Nel libro, Diotallevi esamina le cifre, i dati demografici e le possibili cause del drammatico crollo della messa domenicale in Italia negli ultimi 30 anni. Secondo le sue scoperte, il cattolicesimo italiano è sull’orlo della scomparsa.

Secondo lo studio di Diotallevi, che si basa sui dati dell’Istituto Nazionale di Statistica, la partecipazione alla messa in Italia è in caduta libera dal 1993, con un calo più netto dal 2005 e un altro calo nel 2020 e 2021, in coincidenza con il periodo della pandemia di COVID-19. Nel 2017, per la prima volta, il numero di cattolici italiani che non hanno mai partecipato alla Messa ha superato il numero che ha detto di aver partecipato almeno una volta alla settimana.

Nel 1993, il numero di praticanti cattolici in relazione alla popolazione totale dell'Italia era già basso, al 37,3%. Questo è sceso al 23,7% nel 2019. Diotallevi sottolinea che la frequenza regolare dichiarata alla Messa domenicale è sempre superiore alla reale partecipazione, quindi la percentuale reale dei cattolici praticanti è ancora inferiore a quella che mostrano le statistiche ufficiali.

Il professore romano ha scritto:

"Nella popolazione italiana (età e superiore), le singole dichiarazioni di partecipazione con una frequenza almeno settimanale - in rituali religiosi altamente istituzionalizzati, e quindi caratterizzate anche da una qualche forma di regolazione significativamente centralizzata, nel periodo 1993-2019 (ISTAT, AVQ) hanno registrato un drastico calo: hanno perso circa un terzo del loro valore iniziale. L’indicatore (che strutturalmente sovrasta la partecipazione reale) al periodo indicato ha registrato non solo un costante declino ma anche un’accelerazione. Tale accelerazione ha vissuto un momento significativo approssimativamente a metà del primo decennio del XXI secolo".

La ricerca evidenzia anche un significativo cambiamento demografico, soprattutto tra le donne italiane, che sono state storicamente pilastri nella trasmissione della fede all’interno delle famiglie. Questo allontanamento da parte delle donne dai rituali religiosi suggerisce un declino futuro ancora più pronunciato nella pratica religiosa.

Lo studio indica anche una discrepanza tra l’assistenza dichiarata e quella effettiva alla massa, indicando che un’assistenza efficace è ancora inferiore a quella ufficialmente segnalata. Questa tendenza è più accentuata nelle donne, che hanno ridotto la loro partecipazione ai rituali religiosi a un ritmo più veloce rispetto alle loro controparti maschili. Diotallevi suggerisce che il distacco delle donne alla religione sta alterando una caratteristica tradizionale del cattolicesimo italiano e potrebbe avere conseguenze durature per la società e la cultura del paese transalpino.

Diotallevi affronta anche le possibili cause di questo catastrofico declino. Identifica i cambiamenti nel modo in cui vengono praticati i rituali religiosi, compresa una tendenza verso la "spettacolarizzazione" della liturgia in Vaticano e le innovazioni liturgiche che sono state oggetto di scandalo tra i fedeli cattolici. Questi fattori, insieme a una serie di scandali morali, dottrinali e finanziari in Vaticano, hanno contribuito alla disaffezione dei cattolici italiani nei confronti della Chiesa.

La ricerca di Diotallevi non solo mette in evidenza un fenomeno religioso, ma lo contestualizza anche in un più ampio quadro di trasformazioni sociali e culturali in Italia. Prevede che, se la tendenza attuale continua, la pratica della fede cattolica potrebbe essere ridotta a cifre allarmanti, con profonde implicazioni per il futuro del cattolicesimo al cuore della Chiesa.

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